AMORE CLANDESTINO NELLA RETE DEL MOSTRO di Massimo Buccheri

Un bar di una città qualunque della Repubblica di Padania, forse nel futuro o forse nel presente di una dimensione parallela, fa da sfondo alla storia di un gruppo di ragazzi impegnati politicamente, piuttosto ingenui ma animati da grandi ideali per cambiare il mondo. Fra loro c’è Ulisse, un ragazzo interessato più alla ricerca di una nuova dimensione della vita umana, piuttosto che alla politica. Spinto dal desiderio di conoscere un luogo con valori più condivisibili, abitato da persone più simili a lui, Ulisse parte per Esperanza, un Paese del Sudamerica, con la speranza di poter iniziare una nuova vita. Ma resterà deluso dalle aspettative. Eppure fra le molte contraddizioni che caratterizzano Esperanza, deciderà di vivere là, insieme alla donna che ama.
Nel frattempo qualcosa succede in Padania e in tutta Europa: Ulisse se ne renderà conto al suo ritorno, trovandosi scaraventato in una società distopica, dove le persone vengono controllate attraverso microchip e bombardati continuamente da spot pubblicitari e assurdi reality trasmessi da maxi-schermi collocati dappertutto. Da questa nuova realtà Ulisse cercherà di fuggire disperatamente.

MASSIMO BUCCHERI. L’autore è cresciuto ai margini dei non luoghi post-industriali del Veneto Orientale, dai quali ha
sempre tentato di evadere, prima con avventure infantili lungo campi di orzo e frumento vicino casa, poi con folli fughe on
the road in moto o in autostop verso mete più lontane. Ad ogni fuga scaturivano i versi poetici liberati dai quei luoghi senza
amore. L’irrequietezza l’ha portato a sperimentare molte cose: arti marziali, alpinismo, lotta sindacale e anche gli eccessi
nelle notti balorde con gli amici. Un po’ poeta, un po’ operaio, botanico di professione. Ma infondo nessuno di questi tratti
corrisponde alla sua vera essenza. Forse lo è scrivere, sua vera e propria urgenza spirituale.

Biografia Massimo Buccheri

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